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Intel Optane

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Il mondo dello storage sta avendo molti cambiamenti. Tempo fa abbiamo trattato gli SSD che sembravano voler mandare in pensione i vecchi dischi meccanici, ma qualcosa sta cambiando ancora. Infatti negli ultimi mesi è entrata nel gioco anche Intel che, dopo aver proposto i suoi vari SSD sia a basse che ad alte prestazioni, ha pensato di farsi strada nel settore, tirando fuori qualcosa che oggi nessuno aveva mai pensato: Intel Optane.

Cosa è Optane?

Spiegare Intel Optane nel dettaglio senza incombere in quelle robe da nerd sembra essere impossibile. In realtà il tutto è dovuto al fatto che Optane, che non è altro che una vera e propria nuova tecnologia sviluppata da Intel, è una cosa totalmente nuova e anche innovativa. Il segmento che ha individuato Intel è decisamente molto specifico e parte da un concetto alla base: gli SSD sono sempre più veloci, ma hanno sempre dei limiti in termini di storage, mentre gli hard disk tradizionali sono lentissimi, ma raggiungono tagli davvero smisurati.

Cosa cambia?

Optane Memory può superare le prestazioni di un SSD consumer ad alte queue depth, operando a queue depth molto basse. Questo dovrebbe permettere agli utenti di avere un sistema più veloce e reattivo perché gran parte delle operazioni di I/O si manifesta a qd1 o 2. Raramente si raggiunge qd4, anche con diversi carichi in azione.

Requisiti e compatibilità

Quali sono i requisiti per sfruttare la tecnologia Intel Optane? Innanzitutto, avere un PC desktop.
All’interno di esso devono essere presenti “anche” delle specifiche tipologie di standard, e in primis una scheda madre che dispone della certificazione Intel Optane. Per verificare che questa sia presente basta fare riferimento alla scheda tecnica della suddetta, che comunque come pre-requisiti deve godere di uno slot M.2 come abbiamo già detto, nonché di un chipset di serie Intel 200.
Un altro requisito fondamentale per sfruttare un modulo Intel Optane è il processore: sul sistema deve infatti essere presente un processore Intel Kaby Lake di settima generazione o versioni successive, e a tal proposito è quindi fondamentale che la scheda madre lo supporti nativamente. Altra importante necessità primaria è quella di avere a bordo Windows 10: solo l’OS di Microsoft nella sua ultima declinazione riesce a supportare la potenza di Optane.
Tutto qui? Diciamo tutto qui, senza scendere i sterili polemiche (anche se ce ne sarebbero).

Tagli e limitazioni

Le possibilità di Intel Optane variano anche in base alla loro dimensione. Sul mercato sono infatti disponibili due modelli, rispettivamente da 16 o da 32 GB, estremamente piccoli se paragonati ad un classico dispositivo di storage ma immensamente grandi che consideriamo che servono solo per il caching e per la memorizzazione dei dati più utilizzati.
Acquistando il modello da 32 GB a discapito di quello più piccolo da 16 GB si potranno avere performance superiori in termini di utilizzo misto, ovvero di Giga utili da mettere nella cache provenienti da più software, nonché di archiviare tool estremamente pesanti da avviare in modo fulmineo anche da hard disk come i software di montaggio video, di produzione musicale o prettamente ludici.
La cosa curiosa è il prezzo con cui è possibile portare a casa una memoria Intel Optane: è davvero contenuto, perché sì, è accessorio, ma può rappresentare uno strumento fondamentale per chi ha dischi meccanici o SSD molto lenti e non può assolutamente farne a meno. Se volete, potete portarvene uno a casa tramite i link che trovate di seguito:

 

 

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